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  • Immagine del redattoreGiuseppe Campo

COVID-19 e fertilità maschile

L’epidemia di COVID-19 ha posto numerose sfide critiche per la salute pubblica e individuale. Alcune sono legate ai possibili effetti negativi del coronavirus SARS-CoV2 sulla salute riproduttiva maschile. Inoltre, alcuni ipotizzano che l’epidemia di COVID-19 possa avere un impatto sulla fertilità in tutto il mondo. Va sottolineato che, al momento attuale, non è noto se o in quale misura il virus SARS-CoV2 possa influire sulla salute riproduttiva maschile.L’infezione COVID-19 viene contratta principalmente attraverso le goccioline di saliva. Tuttavia, il coronavirus responsabile è stato isolato anche nelle urine, nelle feci e nelle lacrime dei pazienti infetti. Infatti, grazie al suo meccanismo d’azione (si lega a un recettore delle cellule, chiamato ACE2).

In particolare, livelli elevati di espressione di ACE2 si trovano nelle cellule dei testicoli (con particolare riferimento a quelle da cui originano gli spermatozoi e ad altre cellule che ne supportano la vitalità).

Prostata

Esiste attualmente solo un piccolo studio che ha valutato la possibile presenza di SARS-CoV-2 nella secrezione prostatica. Lo studio, svolto in Cina su 18 maschi con diagnosi di COVID-19 e su 5 casi sospetti, non ha rilevato materiale genetico virale in alcun campione di tutti i pazienti valutati.

Liquido seminale

Molti virus possono essere trasmessi tramite lo sperma o ritrovati in esso. Questo accade nonostante esista una sorta di “barriera” di protezione nel passaggio da sangue a testicoli. Gli studi finora effettuati sul coronavirus della COVID-19 hanno dato risultati differenti: 2 studi (con basso numero di pazienti, in diversi stadi di infezione) non hanno rilevato tracce di SARS-CoV-2 nello sperma, un terzo studio ha invece rilevato il virus SARS-CoV-2 in 6 (15,8%) di 38 pazienti con COVID-19. Tuttavia, tale studio non è stato in grado di valutare diffusione, tempo di sopravvivenza e concentrazione del virus nello sperma. Questo studio ha comunque sollevato l’ipotesi che il virus SARS-CoV-2 possa essere trasmesso sessualmente. A supporto di questa teoria, un altro recente studio (maggio 2020), su campioni di sperma di 84 pazienti COVID-19, ha identificato il SARS-CoV-2 in 6 casi (7,1%). Non esistono comunque dati sui cambiamenti della potenziale fertilità degli uomini colpiti da COVID-19, sebbene sia noto che qualsiasi condizione febbrile possa essere in grado di alterare la qualità del liquido seminale.

Conclusioni

Esiste la possibilità teorica che l’infezione da COVID-19 possa causare un danno ai testicoli e una conseguente ridotta fertilità. Inoltre, è plausibile l’ipotesi di trasmissione sessuale, poiché il virus SARS-CoV-2 è stato identificato nel liquido seminale di pazienti infetti. Tuttavia, i dati disponibili sono basati su studi di piccole dimensioni e presentano informazioni contrastanti. Pertanto, attualmente non esistono prove sufficienti per supportare l’indicazione che le coppie asintomatiche evitino i rapporti sessuali per proteggersi dalla trasmissione del virus. Inoltre, sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere il possibile impatto a lungo termine dell’infezione da SARS-CoV2 sulla funzione riproduttiva maschile, compresi i potenziali effetti su fertilità e funzione ormonale testicolare.

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